È stato respinto un emendamento alla legge elettorale portata avanti dalla maggioranza di governo

La Camera dei Deputati ha respinto un emendamento che interessava l'introduzione delle preferenze all'interno della nuova legge elettorale proposta e portata avanti dalla maggioranza di governo di destra, guidata dal partito della presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia.

L'emendamento – per la cui approvazione il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, aveva lanciato un primo appello – era stato supportato dalla presidente del Consiglio dei Ministri, che aveva "lanciato una sfida" in parlamento perché si votasse senza scrutinio segreto. Ciononostante, la Camera ha adottato comunque la procedura a scrutinio segreto per la votazione: il risultato è stato di 188 contrari e 187 favorevoli.

Secondo le opposizioni, questo conferma la presenza di almeno trenta "franchi tiratori" internamente alla maggioranza; per questo, è stato chiesto lo scioglimento anticipato del parlamento, che però non è stato accolto da Meloni.