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Uno sguardo sul dietro le quinte di "Odissea", di Christopher Nolan
Non è stato facile girarlo, anche un po' per masochismo, ma rimane tra i film più attesi dell'anno
Leonardo Macioci ·

Domani – nelle sale dei cinema italiani – uscirà un film particolarmente atteso per l'anno corrente, ovvero Odissea , di Christopher Nolan. Il lungometraggio durerà 172 minuti, ovvero poco meno di tre ore, ed è stato girato interamente in un formato molto particolare, chiamato IMAX 70mm, così da donare al prodotto finale un'immersività senza precedenti, come il regista stesso ha sottolineato più volte.
Il formato IMAX 70mm è estremamente raro nella cinematografia moderna, e ciò è dovuto perlopiù alle difficoltà tecniche e logistiche che emergono qualora lo si volesse usare. Il primato detenuto da Nolan – girare un film così lungo senza adottare formati diversi da quello IMAX, per la prima volta nella storia – è poi glorificato dalla lunghezza della pellicola e dalle fissazioni di Nolan, che proibiscono l'uso di CGI – la Computer-Generated Imagery , ovvero gli effetti speciali e l'insieme di software utilizzati all'interno di determinate opere cinematografiche che prevedono la comparsa di elementi difficilmente realizzabili nella vita reale – e di set costruiti ad hoc . Le riprese per Odissea sono infatti state effettuate in decine di location disseminate sulle coste di numerosi Paesi che affacciano Mar Mediterraneo, unitamente a diverse isole.
La tecnologia IMAX è stata sviluppata da un'azienda canadese, che presta i propri servigi ai registi che lo richiedano, come nel caso di Christopher Nolan. Normalmente, il formato adottato dalle case di produzione durante le riprese non è né IMAX né 70mm, e non è prevista neppure una pellicola, peraltro; al contrario, si riprende con delle videocamere digitali e in un formato denominato "4K", ovvero con una risoluzione di all'incirca quattro volte superiore a quella Full HD: in totale, il 4K si avvale di 4096 x 2160 pixel. L'IMAX 70mm utilizza cineprese la qualità delle cui immagini non è misurata con le stesse unità di quelle digitali, ma, se fosse necessario tradurre la risoluzione in pixel, si otterrebbe un'immagine composta da circa 18.000 pixel. Inoltre, il formato IMAX non è rettangolare, bensì quadrato. Tutti questi fattori, combinati, danno un risultato: un'immersività e una qualità grafica e visiva senza pari, che vengono raggiunte non solo nei cinema che presentano delle sale adatte alla proiezione di pellicole con un formato IMAX 70mm – che necessita di attrezzature particolari e anche parecchio costose –, ma anche nei cinema non idonei a quel formato in particolare, perché su schermi di minori dimensioni si avrà comunque un numero di pixel eccezionalmente alto.
Già in precedenza, Christopher Nolan aveva sperimentato con l'IMAX 70mm: per il film Oppenheimer aveva fatto uso di una mescolanza tra il formato classico e quello invece più tecnicamente avanzato e complesso. L'unico problema è che le macchine da presa per il formato IMAX 70mm sono eminentemente rumorose: Nolan ha quindi commissionato un'armatura su misura per le videocamere, così da isolarle per ridurre al minimo i rumori di sottofondo, dal momento che sarebbe stato troppo inefficiente raddoppiare tutto quello che gli attori dicevano successivamente.
Questo ha generato un secondo problema: solitamente, gli attori, durante i dialoghi, non guardano direttamente la videocamera, né si guardano vicendevolmente; nella maggior parte dei casi, l'attore che non sta venendo inquadrato si posiziona accanto all'obiettivo, così che lo sguardo dell'interlocutore cada a poca distanza dalla videocamera. Nel caso di Odissea questo non è stato possibile, poiché le cineprese erano troppo ingombranti. Per risolvere la questione, è stato ideato un sistema di specchi che permetteva ai dialoganti di osservarsi e al dialogo di non apparire plastico o poco realistico.
In Italia, le sale equipaggiate per proiettare una pellicola in formato IMAX 70mm non esistono: alcune vi si avvicinano, però quasi tutti i cinema riprodurranno Odissea in un classico formato con un rapporto 16:9, che sarà ottenuto tagliando la parte superiore e la parte inferiore di ogni fotogramma.
Il film è parecchio lungo, ma non quanto ci si sarebbe potuto aspettare dall'adattamento di un poema epico costituito da oltre 12.000 versi e da 24 libri: ciononostante, Nolan ha dovuto operare dei compromessi, ancora una volta per via dell'utilizzo del formato IMAX 70mm, che non permette – a livello tecnico – una lunghezza superiore a tre ore, che risulta impossibile senza un ripensamento completo del sistema di proiezione, come il regista ha spiegato rifacendosi alle parole di David Keighley, una figura chiave nello sviluppo della tecnologia IMAX. La stessa videocamera sfruttata per le riprese del kolossal di Nolan è stata intitolata a Keighley, a seguito della sua scomparsa nell'agosto del 2025, a poche settimane dalla conclusione delle riprese.
Christopher Nolan è un regista britanico naturalizzato americano, molto amato da milioni di persone nel mondo e noto per la grandiosità delle sue opere, nonché per la sua testardia quando si tratta di economizzare rispetto alle scelte stilistico-artistiche che concernono i propri film. Tra i suoi capolavori figurano Interstellar , Inception , Oppenheimer , The Prestige , Dunkirk , Tenet e diversi film che seguono le vicende di Batman, i quali hanno rivoluzionato il cinema e che hanno ricevuto innumerevoli riconoscimenti. Secondo alcuni di coloro che hanno già avuto modo di guardare Odissea , esso ha superato anche Oppenheimer , finora considerato il prodotto della maturità creativa del regista e il coronamento della sua carriera. Anche per via delle grandi aspettative che gravavano su Nolan dopo il successo ottenuto con Oppenheimer , il cast scelto dal regista è stato di qualità elevatissima, annoverando al proprio interno gli attori più famosi di Hollywood e del mondo cinematografico mondiale, come Anne Hathaway, Matt Damon, Tom Holland, Robert Pattinson, Elliot Page e Zendaya. Cionondimeno – probabilmente a causa della grandissima attenzione mediatica ricevuta dalle riprese del film –, la realizzazione del lungometraggio è stata anche piagata da svariate critiche.
Un'ampia parte dei commenti critici si è concentrata sull'accuratezza storica, nelle sue varie declinazioni, dal linguaggio scelto alla selezione degli attori. In primis, molto discusso è stato il casting dell'attrice che interpreta Elena di Troia, una donna descritta ripetutamente come bellissima e corrispondente esattamente ai canoni estetici della kalokagathia e della bellezza greci: la scelta di un'attrice nera – Lupita Nyong'o – ha suscitato moltissime polemiche, legate – suppostamente – all'inesattezza storica. Elon Musk, magnate americano vicino alla destra e molto attivo sui social media, ha tacciato Nolan di essersi piegato alla volontà degli organizzatori del Premio Oscar e di aver dissacrato l' Odissea omerica, e anche le frange conservatrici greche hanno attaccato pesantemente il regista. In secondo luogo, un ulteriore dibattito è scaturito dalla scelta di Travis Scott – tra i massimi esponenti della musica pop e rap degli ultimi decenni – come bardo omerico. Nolan ha liquidato entrambe le questioni con facilità, supportato dalle argomentazioni anche di classicisti ed esperti specializzati accademicamente nello studio dell'epica omerica: è stato ricordato che il film non si prefigge il raggiungimento dell'assoluta verosimiglianza, dal momento che non è un documentario, e che è difficile per gli stessi studiosi discernere l'attendibilità delle rappresentazioni artistiche dei soggetti dell' Odissea , che – è stato evidenziato più volte – è il risultato di una stratificazione di tradizioni differenti e di sincretismi artistici e storiografici che hanno dato vita a una miscellanea variopinta; Christopher Nolan ha inoltre effettuato un parallelismo tra la cultura degli aedi e dei rapsodi del I millennio a.C. e i "poeti" moderni, come i cantanti e i musicisti, affermando che l'accostamento bardo-Travis Scott fosse assolutamente intenzionale.
Sono state lanciate molte critiche anche per via della deliberata risoluzione di Nolan nel fare uso di costumi troppo vicini all'immaginario del moderno fantasy piuttosto che a quello della Grecia antica: secondo molti, l'armatura di Agamennone è sin troppo simile a quella di supereroi come lo stesso Batman, ma ciò non ha scoraggiato Nolan, che ha risposto che la nostra conoscenza del periodo miceneo sia basata su "reperti archeologici molto frammentari". Ha poi aggiunto: "Ci sono dei pugnali micenei che sono fatti di bronzo annerito".
Infine, diversi fan hanno mosso alcune critiche al linguaggio che i personaggi utilizzano per interagire, affermando che fosse eccessivamente moderno, e spesso simile a una commistione tra uno stile più aulico e lo "slang americano".
In generale, Nolan si è difeso, in tutte le occasioni, spiegando che non miri a una trasposizione diretta di un'opera tanto monumentale, quanto a una sua rielaborazione personale e profondamente radicata nella modernità; in un'intervista con Alberto Angela per Noos, il regista ha esplicato il proprio metodo di adattamento dell' Odissea , basato sulla lettura ripetuta del testo – così da incamerarlo al meglio – prima di cominciare a scrivere la sceneggiatura, cercando di attingere a ciò che ricordava e triangolando le informazioni con il testo per ottenere un prodotto finale che incapsulasse l'animo del poema coniugandolo in forma di film fruibile da un pubblico variegato, ma che fosse spronato a percepire le stesse sensazioni ed emozioni.