Olympia
Un'analisi conclusiva del Mondiale più grande di sempre
Quali problemi e quali polemiche sono emerse durante la Coppa del Mondo FIFA 2026
Simone Salve ·

"Il più grande evento della storia dell'umanità": questo è il nome con cui Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha voluto definire l'appena conclusa Coppa del Mondo FIFA 2026. Un Mondiale che, oltre al malcontento dei giocatori e dei tifosi argentini, ha lasciato non poche polemiche alle proprie spalle.
In un articolo pubblicato il 27 luglio su The Ampersand, erano state esaminate le criticità che l'organizzazione di un evento di questa portata avrebbe potuto scatenare.
Di conseguenza, a Mondiale finito, sembrava doveroso fare una resa dei conti di cosa in questa Coppa del Mondo ha funzionato, e di cosa non ha funzionato.
Uno dei campanelli d'allarme che era stato sollevato era la questione dei visti.
Non è per tutti così facile entrare negli USA, in particolare per cittadini di Paesi come l'Iran o l'Iraq, che condividono con gli Stati Uniti una relazione a dir poco precaria. I giocatori di queste nazionali – come la punta irachena Aymen Hussein o una grande fetta della delegazione iraniana, compreso di c.t., ovvero il commissario tecnico – hanno riscontrato non pochi problemi, come visti negati o ritardi di numerose ore alla frontiera, i quali hanno rischiato di compromettere i risultati delle partite.
Un'altra vicenda estremamente virale è stata il caso dell'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, il quale è stato respinto alla frontiera americana dopo aver ricevuto un interrogatorio di undici ore e dopo essere stato successivamente imprigionato per presunta associazione terroristica. Questa storia è stata risolta venendo etichettata come un semplice caso di omonimia, la quale però, di fatto, ha impedito che, per la prima volta nella storia, una partita della Coppa del Mondo fosse arbitrata da un arbitro somalo con regolare visto e permesso d'ingresso.
Un "sogno" infranto che è stato tamponato dal suo pomposo rientro a casa, dove è stato accolto come un eroe.
Un'altra situazione al centro delle polemiche è stata la richiesta di Trump a Infantino di rimuovere un cartellino rosso a un giocatore americano che altrimenti non avrebbe potuto giocare la partita a eliminazione diretta contro il Belgio, richiesta di revisione che è stata accolta e che ha concesso a Folarin Balogun di prendere parte alla competizione.
È stato proprio Trump a dichiarare: "L'arbitro [Raphael Claus, N.d.T.] è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere. Sono una persona a cui piace lo sport e quello non era un fallo. Sono due grandi atleti che si sono scontrati". Ha poi aggiunto, riferendosi a Infantino: "Non gli ho detto cosa fare, non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo. È stata una decisione brillante".
La Uefa (l'unione delle federazioni calcistiche europee), ha affermato: "È stata oltrepassata una linea rossa", citando "una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile". Anche l'ex presidente della FIFA Joseph Blatter ha condannato la decisione presa da quest'ultima dichiarando: "I cartellini rossi non devono essere ribaltati da telefonate politiche. Devono essere ribaltati da regole, prove e organismi indipendenti. Il calcio non deve mai diventare un terreno di gioco per il potere politico". Non sono pochi quelli che hanno criticato questa edizione come troppo politicizzata.
Il legame tra Trump e Infantino sembra ormai quasi indissolubile, oltre al fatto che non si sono risparmiate le dichiarazioni folli e le provocazioni da parte del presidente statunitense nei confronti dei suoi avversari politici.
Per Donald Trump, infatti, la Coppa del Mondo sul suolo americano è stata un grandissimo palcoscenico sia a livello ideologico e politico che fisico: proprio durante la premiazione della Spagna, che coronava la squadra come campione del mondo, Trump – ignorando l'invito di Infantino di uscire dall'inquadratura – non ha esitato a inserirsi nella tradizionale foto celebrativa dove la coppa viene alzata al cielo.
In tutta risposta, i canali social ufficiali della nazionale calcistica spagnola hanno rimosso digitalmente entrambi i presidenti dalle foto celebrative.
Un altro campanello d'allarme che anche The Ampersand aveva evidenziato è stato quello climatico. Ben 35 partite hanno superato la soglia dei 26 °C e 27 sono andate oltre i 28 °C, temperature dopo le quali la Fifpro (Federazione internazionale dei calciatori professionisti) ha consigliato il rinvio delle partite.
Sotto questo punto di vista la FIFA non è rimasta ferma a guardare; sono state infatti introdotte delle pause aggiuntive chiamate "cooling breaks", grazie alle quali, al ventiduesimo minuto di ogni tempo, i giocatori hanno avuto tre minuti per rinfrescarsi.
Tale soluzione, però, non è del tutto nuova nel mondo del calcio: nello specifico, negli USA, è stata adottata una soluzione analoga durante il Mondiale per Club del 2025.
Anche questi intervalli, però, hanno ricevuto non poche critiche: durante queste pause, gli spot pubblicitari sono stati venduti a peso d'oro, e ciò ha contribuito non solo ad arricchire la FIFA ma anche a dare voce a quelle community che criticano "l'americanizzazione" del calcio, insieme all'halftime show (uno spettacolo musicale e coreografico che si tiene durante l'intervallo tra il primo e il secondo tempo); questo Mondiale si è avvicinato – pericolosamente, a parer di alcuni – alla visione americana dello sport, dove l'evento è a tratti più uno show che una competizione sportiva (vedasi il Super Bowl).
A conti fatti, però, la Coppa del Mondo FIFA 2026 è stata un enorme successo: gli spettatori hanno toccato quota 6,8 milioni, con una percentuale di riempimento degli stadi del 99,7 per cento e una media di 64.000 tifosi a partita; per ben otto volte si è superata la soglia degli ottantamila spettatori in un singolo match .
Ma il successo è stato anche televisivo, con una media di 4,7 milioni di spettatori per partita solo dall'Italia. A livello mondiale invece non ci sono ancora dati ufficiali, ma si ipotizza che si supererà il record del 2022, quando cinque miliardi di persone avevano seguito almeno una partita del torneo tramite TV o piattaforme digitali.