Scienze
I fichi d'India stanno conquistando le valli svizzere
Non sembrano destinati ad andarsene, e i ricercatori non sanno più cosa fare
Leonardo Macioci ·

I fichi d'India e altre specie del genere Opuntia stanno colonizzando alcune zone della Svizzera, in particolare nel Canton Vallese, al confine con il Piemonte. Queste piante si sono rivelate invasive: ciò ha preoccupato gli esperti, i quali temono che, se non si agirà velocemente, la biodiversità svizzera potrebbe subire danni ancora più gravi di quelli già causati dalla loro propagazione.
I fichi d'India fanno parte della più ampia famiglia delle Cactaceae . Nel caso del genere inusualmente presente nelle valli elvetiche, la provenienza viene frequentemente ricondotta alle aree desertiche dell'entroterra messicano e di quello degli Stati Uniti sudoccidentali, ma la pianta è diffusa anche nel Midwest e nelle più umide pianure del Canada meridionale.
L'importazione in Svizzera è datata agli ultimi decenni del Settecento – tra il 1768 e il 1788 –, e i primi esemplari alloctoni furono registrati proprio nel Canton Vallese. È possibile che i fichi d'India siano stati immessi in territorio elvetico per via degli effetti officinali individuati già dalla popolazione di nativi americani e forse noti al clero europeo, come potrebbe suggerire il fatto che una parte di queste piante sia stata messa a dimora in aree sacre o di culto.
Nonostante la presenza dell' Opuntia sia attestata da più di due secoli in territorio svizzero, la preoccupazione dei ricercatori e degli abitanti ha iniziato a manifestarsi solo negli ultimi anni, durante i quali la neve, al di sotto degli ottocento metri, è divenuta sempre più rara: dal 1970 al 2023 il numero di giorni in cui si è verificata una nevicata sotto la soglia sopra citata si è dimezzato (in Svizzera); uno studio pubblicato da Nature Climate Change ha evidenziato come la neve sulle Alpi duri in media un mese in meno. Il riscaldamento climatico porta quindi a dei terreni più aridi, dove le opunzie, intolleranti all'umidità, possono tranquillamente prosperare.
Peter Oliver Baumgartner – un professore di geologia con una lunga passione per la botanica, incaricato dal Cantone dell'elaborazione di un'indagine riguardante la situazione dei fichi d'India – ha detto al Guardian: "Queste specie possono sopportare dieci o quindici gradi sotto zero senza problema"; le opunzie non mostrano dunque grandi debolezze sui versanti meridionali delle Alpi svizzere.
Le opunzie costituiscono ormai il 30 per cento della vegetazione bassa delle zone di Sion, nel Canton Vallese, nel quale trovano il proprio ecosistema ideale duemiladuecento specie diverse di piante, sulle tremila presenti in tutta la Svizzera. L'espansione dei fichi d'India ha interessato poi il Canton Ticino e quello dei Grigioni, e ha raggiunto anche l'Italia, nella Valtellina e in Valle d'Aosta. Tutto ciò ha provocato diversi danni alla biodiversità nelle regioni dei due Paesi direttamente colpite.
Il comune di Fully, nel 2022, ha avviato una campagna di eradicazione di queste piante invasive, senza però ottenere grandi successi; il metodo si è anzi rivelato controproducente, come messo in luce da un report redatto, tra gli altri, dallo stesso Baumgartner: il terreno liberato dalle piante ha favorito la germinazione di nuovi esemplari. Il suggerimento è invece quello di tagliare le piante singolarmente alla base, sebbene l'efficacia di questo metodo non sia ancora stata scientificamente provata.
Un problema simile si verificò quasi cent'anni fa in Australia, quando nel Queensland e nel Nuovo Galles del Sud i fichi d'India distrussero numerose piantagioni a causa dell'espansione vertiginosa che li caratterizza; furono sviluppati diversi veleni per provare a rallentare l'invasione, ma si rivelarono fallimentari. Fu solo grazie al rilascio di miliardi di uova di Cactoblastis cactorum , una specie di falena che si nutre di questo particolare tipo di cactacee, che si arginarono gli sconvolgimenti ambientali in Australia.
Uno studio del 2001 pubblicato su Florida Entomologist sottolineò la pericolosità della falena sfruttata in Australia all'inizio del '900 come agente di controllo biologico; sebbene sia risultata funzionante in diversi casi, essa minacciava diverse opunzie native ed economicamente importanti per gli Stati Uniti e il Messico.
La Svizzera sta valutando diverse opzioni, sempre tenendo conto dei rischi comportati dall'introduzione di insetti e agenti esterni.
Fonti
Focus
ABC News
Florida Entomologist