Extra
L'incredibile storia di come Dan Sullivan si è candidato contro Dan Sullivan
E tutti i risvolti di una vicenda che ci fa capire perché la politica americana ci appassioni tanto
Leonardo Macioci ·

A novembre di quest’anno si svolgeranno le famigerate elezioni di metà mandato, grazie alle quali gli equilibri del sistema bicamerale degli USA possono essere drasticamente modificati, e non solo: in particolare, le elezioni interessano la totalità dei membri della Camera dei Rappresentanti – ovvero la camera bassa del Congresso statunitense –, un terzo di quelli del Senato e gran parte della cariche esecutive statali, a partire dai governatori.
Dan S. Sullivan, senatore del Partito Repubblicano per lo Stato dell’Alaska dal 2015, si è trovato davanti un avversario temibile, per via della quasi omonimia che lo contraddistingue: Dan J. Sullivan. Eccetto infatti per il secondo nome, i due sono accomunati da generalità quasi indistinguibili, e ciò ha destato non poco scalpore, specialmente da parte del Partito Repubblicano stesso. Sono entrambi – sino ad adesso – candidati per le primarie che si terranno ad agosto in vista delle elezioni generali di fine anno.
Dan J. Sullivan – che per questioni di comodità sarà appellato come “l’Impostore”, d’ora in poi – è un insegnante in pensione che ha deciso di candidarsi – con il Partito Repubblicano – alle elezioni dell’Alaska per l’ottenimento delle preferenze per il Senato degli Stati Uniti. Ovviamente, l’attenzione mediatica che la sua ilare candidatura ha ricevuto ha amplificato il caso, tanto che il senatore in carica è stato intervistato dalla CNN; durante l’intervista, egli ha dichiarato che il caso è “di alta rilevanza nazionale” e che le autorità competenti lo stavano attenzionando.
L’Impostore, questo epiteto, se lo è meritato: come denuncia lo stesso Dan S. Sullivan, i loghi delle campagne elettorali dei due contendenti sono pressoché identici; il senatore in carica ha rivolto delle accuse abbastanza piccate all’avversario, definendo il logo e la grafica della campagna elettorale dell’Impostore come delle “copie di quelli che ha usato per tredici anni”. Inoltre, la candidatura dell’Impostore con il Partito Repubblicano non ha fatto che incrementare la confusione.
Essendo questo caso un unicum , lo stesso Dan S. Sullivan si è trovato costretto a elaborare alcune teorie per giustificare l’enorme coincidenza: secondo il senatore attualmente in carica, la candidatura farebbe parte di un’ampia strategia del Partito Democratico, il quale sta tentando di ottenere la maggioranza nel Congresso in modo da ostacolare le politiche del presidente Donald Trump. Nel 2024, Mary Peltola – candidata del Partito Democratico – aveva perso nel corso delle elezioni per il Senato, portando all’acquisizione di tale seggio da parte del Partito Repubblicano: stando alle parole di Dan S. Sullivan, creare confusione tra gli elettori – presentando due candidati con nomi quasi identici sulla scheda elettorale – sarebbe una tattica per indebolire l’elettorato repubblicano a favore di quello demoratico.
L’Impostore – riferisce Dan S. Sullivan – non sarebbe neppure un vero repubblicano, candidandosi con il partito conservatore pur avendo esperienze pregresse con quello progressista. Il senatore ha addotto diverse prove a sostegno di tale tesi – non verificabili da The Ampersand –: primariamente, il fatto che l’Impostore avrebbe effettuato varie donazioni a sostegno del Partito Democratico; inoltre, secondo del senatore Dan S. Sullivan, lo stesso comunicato stampa dell’Impostore sarebbe stato redatto da un giornalista, come riportato dal The New York Times, sostenitore di Mary Peltola.
La vicenda ha portato a un’indagine da parte della Direttrice della Direzione Elettorale, Carol Beecher, la quale ha riferito che “la preponderanza delle prove [contro Dan J. Sullivan, N.d.R.] non supporta la sua idoneità alla carica di senatore degli Stati Uniti”. Le prove che potessero portare a un’interdizione della candidatura dell’Impostore non sono comunque state divulgate; ciononostante, la vice governatrice Nancy Dahlstrom ha annunciato di aver aperto un’indagine a carico dell’Impostore, affermando che l’intento dietro la candidatura dell’avversario del senatore in carica non sia in buona fede, quanto di “confondere gli elettori e indurli a votare erroneamente per lui anziché per il candidato uscente con lo stesso nome e la stessa affiliazione politica”.
L’Impostore ha invece continuato a sorridere agli elettori, bollando come insensate le accuse rivoltegli dal Partito Repubblicano in merito ai suoi legami con il Partito Democratico e al supposto coup d’état confusionario e cervellotico che avrebbe ordito.
Probabilmente nessuno rimarrebbe stupito se la potenza del magnifico e anfetaminico Internet trasformasse l’Impostore nell’originale e l’originale nell’Impostore.