Critica

"Supergirl" e un film "Meh" tratto da un fumetto "Wow"

Una recensione, sdegnata e delusa

Pietro Sabetti ·

La copertina del film "Supergirl". (Fotografia di Warner Bros Pictures)

Supergirl è la trasposizione del fumetto niente male scritto da Tom King e disegnato da Bilquis Evely, ovvero Supergirl: La Donna del Domani .

Non c'è molto da dire su questo film se non che non convince affatto, a partire dalla fotografia, che risulta assolutamente anonima e priva di qualsivoglia riconoscibilità o particolarità che invogli a stare sulla sedia e dire: "Wow, che cosa sto vedendo".

Non capisco neanche come alcune persone abbiano trovato questa pellicola tutto sommato bella e profonda, con giusto delle mancanze di prevedibilità o nelle scene d'azione; sarebbe infatti un eufemismo affermare che il film manchi solo di tali elementi. Il lungometraggio è estremamente lento, con dei punti che fanno venire voglia di uscire dalla sala e cambiare film poiché il racconto non conquista assolutamente e non si riesce mai ad affezionarsi veramente ai personaggi.

Inoltre, la pellicola è profondamente superficiale nei temi che tratta e nella morale che, seppur eticamente giusta, è raccontata come se fosse una lezioncina buonista e banale, per poi mandare tutto in vacca alla fine: ciò fa sembrare il film una grande barzelletta che non fa ridere.

Il finale è davvero stupido, e non si riesce a comprendere il motivo di determinate azioni – finale abbastanza diverso rispetto a quello del fumetto, il quale che rimane spanne sopra rispetto alla sua trasposizione.

Per di più, non è assolutamente comprensibile la scelta per cui sia stato inserito il personaggio di Lobo all'interno della pellicola; il personaggio risulta privo di valore – uno di quei personaggi che se ti fai la domanda in merito al fatto che quel personaggio abbia un ruolo all'interno del film e faccia qualcosa di particolare rispondi di no –: se ci fosse stato o meno non sarebbe cambiato praticamente niente.

Il personaggio sembra integrato lì solo per dare un contentino ai fan, in modo che possano dire: "Oddio, guarda, c'è Lobo!"; ma un film non diviene bello soltanto perché è presente un personaggio che è conosciuto e che compare in una pellicola.

Anche le prove attoriali non sono nulla di memorabile; esse risultano quasi piatte e, conoscendo il fumetto, questo dispiace ancora di più. Sono stati infatti omessi alcuni dettagli che permettono di capire davvero il personaggio di Kara – Supergirl –, nonché la sua perseveranza e speranza di poter salvare ciò che rimane della sua città, Argo.

Il tema dell'avere una casa e della definizione in quanto tale sembra sviluppato in maniera un po' troppo frettolosa.

Per concludere, questo secondo film del nuovo universo cinematografico DC Supergirl non dà assolutamente nulla allo spettatore, nessun valore, nessuna spettacolarità in ciò che ha visto, nessuna particolarità: lo dico con grande delusione e con un enorme dispiacere.